Il Secolo di Nicola Grassi

Pittura del Sei e Settecento Veneziano

Una mano per servire, un cuore per amare

23 GENNAIO 2021 – 04 APRILE 2021

Pordenone – Galleria Harry Bertoia

BIOGRAFIA

Nicola Grassi

Nicola Grassi nasce il 7 aprile 1682 a Formeaso di Zuglio, in Carnia: suo padre Giacomo è sarto, sua madre Osvalda Paulini discende da una famiglia di maestri intagliatori del legno. A Venezia, dove con i genitori e i fratelli risiede abitualmente, diventa allievo e collaboratore di Nicolò Cassana, pittore restauratore ma, pure, falsario e procacciatore di opere d’arte per il Gran Principe di Toscana Ferdinando de’ Medici. Con la partenza di Cassana per l’Inghilterra (1711), Grassi inizia la propria attività artistica indipendente e le guide veneziane lo menzionano tra i migliori ritrattisti della città. Verso la metà degli anni dieci del Settecento lavora con Giambattista Tiepolo alla decorazione interna della chiesa veneziana di Santa Maria dei Derelitti, detta l’Ospedaletto. Grazie alla consuetudine artistica con il più giovane collega e con Giambattista Piazzetta, suo coetaneo, Nicola entra nel novero dei pittori di figura più interessanti del suo secolo,

trovando ispirazioni dalla conoscenza dei lavori di Antonio Balestra, Giambattista Pittoni, Antonio Pellegrini e soprattutto di Sebastiano Ricci, il principale punto di riferimento pittorico fino alla metà degli anni trenta. Stabile a Venezia, Grassi riceve commissioni dai territori della Serenissima, dal Veneto al Friuli (in particolare dal mecenate Jacopo Linussio, imprenditore tessile carnico che gli chiede un veritiero ritratto e una serie di tele sacre con il suo marchio di fabbrica oggi nel duomo di Tolmezzo) alle valli bergamasche e alla Dalmazia, mentre altre sue opere sono spedite in Baviera e in Francia, in Svezia, perfino in Voivodina. Muore il 6 ottobre 1748.

INTERVISTE

OPERE

INTERVENTI

COME NASCE LA MOSTRA

Fatale fu l’incontro con l’amico e storico dell’arte Enrico Lucchese nel dare avvio al progetto espositivo “Il Secolo di Nicola Grassi Pittura del Sei e Settecento Veneziano”. Sull’artista, il professor Lucchese ha recentemente pubblicato una monumentale monografia frutto di 20 anni di studi appassionati e competenti che sicuramente rappresenteranno un riferimento importante per tutti i cultori dell’arte di questo affascinante periodo. La condivisione di passioni culturali come quella dell’arte in generale e dell’arte pittorica antica nello specifico, genera progetti interessanti come l’attuale sulla mostra di Nicola Grassi, pittore eclettico ed originale nella Venezia del Settecento.

Perché la mostra, perché il Lions Club International e più compiutamente il Distretto 108 Ta2 è presto detto! Lo stimolo a questa iniziativa nasce con il conferimento del privilegio e dell’onore di essere Governatore “pro tempore” di un Distretto della più grande Associazione al Mondo di volontariato che conta 1,5 milioni di persone accomunate da un unico scopo: il servizio alle Comunità di appartenenza territoriale fornendo loro la disponibilità delle proprie abilità, competenze, tempo e volontà per il bene degli altri. Il Distretto Lions 108 Ta2 unisce 52 Club distribuiti nelle regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto composti da donne e uomini, che attraverso questa proposta congiunta e condivisa vogliono generare un’importante intervento umanitario.

In quest’ottica nasce questo progetto che racchiude plurime finalità proprie del mondo Lionistico: unire, in questo caso, la passione e l’impegno per la cultura e l’arte, attraverso un percorso comunicativo efficace, quale la mostra, interamente finanziata da varie istituzioni e privati, con l’obbiettivo della raccolta fondi da convogliare sulla fondazione Lions LCIF e con la conseguente ricaduta su interventi umanitari declinati in varie forme in tutto il mondo. Nell’attuale circostanza chiederemo la ricaduta di questa azione filantropica e di crowdfunding per bisogni umanitari e sanitari del nostro territorio. Questo vuole essere un esempio di come si possano coniugare efficacemente ambiti di interessi diversi quali la cultura, l’arte, le risorse economiche, il volontariato per un unico scopo: il bene di altri. Desidero esprimere un ringraziamento particolare al Prof. Enrico Lucchese, curatore della mostra per la grande disponibilità e competenza e il Comune di Pordenone ed in particolare il dott. Pietro Tropeano, Assessore alla Cultura, per il sostegno alla mostra e per averci concesso l’utilizzo della Galleria Harry Bertoia. Il contributo economico importante di chi saprà sostenere questa affascinante avventura, sarà premiato dalla fondamentale valenza che questa mostra saprà trasfigurare: l’aiuto a chi soffre e che non è vicino a noi, ma che potrà beneficiare di “una mano per servire e di un cuore per amare”.

Giancalo Buodo
Governatore Distretto 108 Ta2

CURATORE DELLA MOSTRA

La recente (2018, ZeL Treviso) monografia su Nicola Grassi (1682>1748) è l’aggiornato bilancio su una personalità figurativa originale e di qualità, legata al Friuli per vincoli famigliari e di mecenatismo, ma con committenze a Venezia, nel resto della Serenissima (dal Veneto alla Lombardia alla Dalmazia) e all’estero, con tele in Germania, Francia, Svezia, Danimarca, Austria, perfino nella Voivodina.
Da quel volume nasce l’idea dell’esposizione Il Secolo di Nicola Grassi, una rassegna differente quindi dalle storiche monografiche di Udine (1961) e di Tolmezzo (1982).
Per la prima volta dipinti importanti dell’artista dialogheranno con lavori scelti di altri maestri che vissero e operarono a Venezia alla fine del XVII e nella prima metà del XVIII secolo, per ammirare e comprendere aspetti, anche poco noti, di un’intera civiltà artistica cosmopolita.

Accanto a Nicola Grassi e ai primi nomi che possono venire alla mente riguardo quella magnifica stagione – Giambattista Tiepolo, Sebastiano Ricci e Giambattista Piazzetta, così come Giovanni Antonio Pellegrini, Antonio Balestra, Giambattista Pittoni, Federico Bencovich fino ad Antonio Guardi – altri pittori troveranno posto nelle sale della Galleria Bertoia: dai precedenti di Sebastiano Bombelli, Antonio Triva e Johann Carl Loth, all’esperienza classicistica di Gregorio Lazzarini e Antonio Bellucci, a quella barocchetta di Giovanni Segala e Antonio Molinari; dall’avvio al ‘700 con il francese Louis Dorigny al maestro di Grassi, Nicolò Cassana, e al suo compagno di bottega Giovanni Visentin, fino ai colleghi contemporanei (per es. Nicolò Bambini, Girolamo Brusaferro, Bartolomeo Nazzari, Giambattista Mariotti, Gaspare Diziani, Francesco Fontebasso ecc.).
Il visitatore della mostra, guidato dal catalogo scientifico edito per l’occasione, scoprirà dipinti inediti o molto raramente visti in pubblico.

La rassegna è associata a una raccolta di fondi a scopi benefici e si aprirà con una sala scenograficamente dedicata al tema iconografico del Buon Samaritano con due versioni autografe di Grassi e un altro identico soggetto dipinto da Loth, accompagnati da altre opere di simile rilevanza simbolica, tutte di Nicola: dall’immagine della Fons Vitae alla serie di tele dell’IPAV di Venezia, con le giovanili Allegorie del Consiglio e della Prudenza, della Giustizia e della Carità e gli intensi ritratti di San Filippo Neri e San Lorenzo Giustiniani patroni del Pio Luogo delle Penitenti, una grande istituzione assistenziale veneziana dell’epoca.
L’allestimento della mostra proseguirà illustrando l’intera parabola di Grassi, dagli esordi agli ultimi anni, offrendo confronti con altre opere e chiavi di lettura critica, attraverso gli apparati didattici previsti nel percorso.

Parallelamente all’evento espositivo, gli itinerari nel territorio valorizzeranno la presenza storica nel Pordenonese di pale dell’artista (a Cavasso Nuovo, a Cordovado), rafforzata dal collezionismo pubblico e privato (dipinti nel museo civico e in quello diocesano, nella collezione Crédit Agricole FriulAdria). La scoperta di un patrimonio culturale diffuso e comune si articolerà dunque nel resto della regione Friuli Venezia Giulia e nel limitrofo Veneto, indicando al pubblico la presenza di capolavori di Nicola Grassi in Lombardia, a Lubiana, in Dalmazia e in Baviera.

Enrico Lucchese

“E’ con grande piacere che ospitiamo nella nostra Galleria Harry Bertoia il progetto espositivo su Nicola Grassi e su numerosi dipinti di autori del settecento veneziano, promosso dai Lions club del distretto 108 Ta2”.

Nicola Grassi, friulano di origine, ma veneziano di adozione è stato uno tra i più importanti pittori di quel periodo, eclettico ed originale dotato di un cromatismo delicato, ma anche brillante.
Questa mostra ribadisce ancora una volta l’importanza delle collaborazioni fra l’Assessorato alla cultura e le associazioni che operano sul nostro territorio.
Tra queste certamente i Lions club del distretto 108 Ta2 sono tra le più attive per passione, impegno e spirito di servizio. Inoltre questa esposizione crea un ulteriore legame con la città di Venezia con la quale ci unisce un protocollo di collaborazione in ambito culturale ed artistico.

Infine un grazie al nuovo Governatore distrettuale, dott. Giancarlo Buodo, e a tutto il suo staff organizzativo che ha voluto realizzare questo importante service culturale nella città di Pordenone.

Pietro Tropeano
Assessore alla cultura

Alessandro Ciriani
Sindaco di Pordenone

INFO & BIGLIETTI

DOVE

GALLERIA HARRY BERTOIA
Corso Vittorio Emanuele II 60,
33170 Pordenone PN

ORARI

Saranno comunicati a breve.

BIGLIETTI

INTERO € 10,00

RIDOTTO € 7,00
(disabili e studenti under 18 anni)

Gratuito fino a 8 anni e accompagnatori
di disabili non autosufficienti

Raccolta fondi per LCIF
con la conseguente ricaduta su interventi
umanitari e sanitari nel territorio.

CONTATTI

T. +39 335 7012616
giancarlobuodo@tin.it
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Essere il leader mondiale nel servizio comunitario e umanitario.

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PRENDERE attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità.
UNIRE i Club con i vincoli di amicizia, fratellanza e comprensione reciproca.
FORNIRE un luogo di Dibattito per discussioni aperte su tutte le questioni di interesse pubblico, ad eccezione di argomenti di carattere politico e religioso, che non saranno argomenti di discussione fra i soci.
INCORAGGIARE le persone predisposte a servire la comunità senza alcun vantaggio personale finanziario, incoraggiare l’efficienza e promuovere alti valori di etica nel commercio, nell’industria, nelle professioni, nelle attività pubbliche e in quelle private.

DIMOSTRARE con l’eccellenza delle opere e la solerzia del lavoro la serietà della vocazione al Servizio.
PERSEGUIRE il successo, chiedere le giuste retribuzioni e conseguire i giusti profitti, ma senza pregiudicare la dignità e l’onore con atti sleali ed azioni meno che corrette.
RICORDARE che nello svolgere la propria attività non si deve danneggiare quella degli altri; essere leali con tutti, sinceri con se stessi.
OGNI DUBBIO circa il proprio diritto o pretesa nei confronti di altri deve essere affrontato e risolto anche contro il proprio interesse.
CONSIDERARE l’amicizia come fine e non come mezzo, nella convinzione che la vera amicizia non dipende dai servizi resi o ricevuti, ma che la vera amicizia non richiede nulla se non accettare il servizio con lo stesso spirito con cui viene fornito.
SEMPRE ADEMPIERE ai propri obblighi di cittadino nei confronti del proprio Paese, del proprio Stato e della propria Comunità e agire con incessante lealtà nelle parole, negli atti e nelle azioni. Donare loro spontaneamente lavoro, tempo e denaro.
ESSERE SOLIDALI con il prossimo offrendo compassione ai sofferenti, aiuto ai deboli e sostegno ai bisognosi.
ESSERE CAUTI nella critica, generosi nella lode, sempre mirando a costruire e non a distruggere.

Nel 1917 Melvin Jones, un uomo d’affari trentottenne di Chicago, disse ai soci del proprio business club locale che avrebbero dovuto guardare oltre i problemi legati al lavoro e dedicarsi al miglioramento della comunità e del mondo. Il gruppo di Jones, il Business Circle di Chicago, sosteneva la sua visione.
Dopo aver contattato gruppi simili negli Stati Uniti fu tenuto un incontro organizzativo il 7 giugno 1917, a Chicago (USA). Il nuovo gruppo prese il nome di uno dei gruppi invitati, la “Association of Lions Clubs”. Nell’ottobre dello stesso anno si tenne una convention nazionale a Dallas (USA) nel corso della quale vennero approvati lo statuto, il regolamento, gli scopi e il codice etico.
Nell’arco di tre anni i Lions divennero un’organizzazione internazionale. Da allora, abbiamo ottenuto i più alti riconoscimenti per la nostra integrità e trasparenza. Siamo un’organizzazione ben gestita, con una visione consolidata, una missione precisa e una lunga tradizione di cui siamo orgogliosi.